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Gli Ectoparassiti nei cani e nei gatti - Cosa fare con Pulci e Zecche

Pubblicato : 25/03/2019 17:47:07
Categorie : News , Stile

Gli Ectoparassiti nei cani e nei gatti - Cosa fare con Pulci e Zecche

Gli Ectoparassiti nei cani e nei gatti - Cosa fare con Pulci e Zecche

Con l’arrivo del primo caldo si risvegliano gli ectoparassiti e per i nostri pet si ripropone la revisione del protocollo di prevenzione antiparassitaria. I principali ectoparassiti dei nostri animali domestici sono PULCI, ZECCHE, PIDOCCHI e FLEBOTOMI.
Le PULCI sono ectoparassiti ematofagi che possono vivere fino a 6-8 mesi ed hanno un ciclo di vita che si svolge in parte sull’animale ed in parte nell’ambiente. Sull’animale le pulci adulte oltre a nutrirsi di sangue, si riproducono e le femmine depongono le uova che dall’animale cadono nell’ambiente dove si schiudono liberando le larve che evolvono prima in pupe e poi in forma di pulce adulta. Le pulci adulte possono resistere nell’ambiente senza nutrirsi anche per alcuni giorni, ma appena possibile completano il ciclo vitale tornado sull’animale per nutrirsi, riprodursi e deporre uova. Gli habitat maggiormente favorevoli alle pulci sono i tappeti, la moquette, la paglia, i cuscini, ecc. Le maggiori concentrazioni ambientali di uova, larve, pupe e pulci adulte sono nei posti in cui l’animale infestato staziona per più tempo, mentre nel sull’animale si possono riscontare solo uova, forme adulte ed escrementi di pulce. I principali segni di infestazione da pulci sono il prurito, il nervosismo legato allo stress del prurito, rarefazione focale del pelo, alopecia focale, dermatite eritematosa da pulci, reazione allergica, lesioni dermatologiche da grattamento/leccamento, irruzione secondaria di infezioni cutanee batteriche (dermatite batterica).

Le regioni anatomiche su cui si evidenziano con maggiore frequenza le lesioni da pulci sono, i fianchi, l’interno delle cosce, la regione lombo sacrale (regione della groppa - base della coda). L’agente scatenante il prurito e le altre reazioni all’infestazione da pulci è la loro saliva. In casi non rari la reazione allergica al morso con saliva della pulce permane anche dopo aver debellato l’infestazione tanto da richiedere l’associazione di una terapia specifica per le reazioni allergiche. Un’altra complicazione dell’infestazione da pulci è la teniasi da Dipylidium caninum (endoparassita dell’apparato digerente facilmente evidenziabile nelle feci sia direttamente sotto forma di piccole formazioni biancastre che si contraggono che quando si essiccano assumo l’aspetto di piccoli chicchi di riso che con specifico esame microscopico da cui si evidenziano le uova del parassita).

Le ZECCHE sono gli ectoparassiti ematofagi (si nutrono di sangue) obbligati di più facile evidenza macroscopica, ci sono i maschi (più piccoli) e le femmine (più grandi ed ancora di più grandi dopo che hanno effettuato il pasto che rigonfia la sacca: zecca ingorgata). Di zecche ne esistono diverse specie (circa 900 nel mondo di cui circa 40 in Italia) e a parte la specificità (ci sono le zecche dei cani e gatti, quelle dei bovini, quelle dei cavalli ecc.), per quanto riguarda le zecche del cane e del gatto sono tutte in vario modo egualmente sensibili ai trattamenti antiparassitari disponibili sul mercato. Il ciclo delle zecche prevede 4 fasi di sviluppo: uovo (immobile e privo di effetto parassitario), larva (mobile, con tre paia di zampe e con effetto parassitario), ninfa (mobile, con dimensioni di una testa di spillo e con 4 paia di zampe), adulto (mobile, con dimensioni di un piccolo ragno e con 4 paia di zampe). Le uova si trovano nell’ambiente dove evolvono in larva e come tali salgono sul cane/gatto in cerca del loro primo pasto di sangue.
Dopo il primo pasto la larva diventa ninfa, può rimanere sullo stesso ospite o passare ad un altro, effettua un secondo pasto di sangue che può durare fino a due settimane e diventa adulto. Durante il pasto di sangue la zecca rimane costantemente ancorata all’ospite ed esegue un’alternanza di fasi di suzione di sangue e rigurgito della maggior parte della frazione liquida ematica Al termine del pasto, le dimensioni del parassita risulteranno notevolmente aumentate (zecca ingorgata). Sempre rimanendo sull’ospite gli adulti si riproducono e la femmina fecondata si lascia cadere nell’ambiente per andare a deporre le uova (ogni femmina può deporre fino a 6000 uova).

Il ciclo completo delle zecche può durare da mesi a uno o più anni. Le zecche sono presenti tutto l’anno prediligendo per la loro attività antiparassitaria il clima che va dalla primavera all’autunno (da marzo-aprile ad ottobre-novembre). Durante i mesi invernali, in attesa di condizioni climatiche più favorevoli, le zecche si rifugiano, negli anfratti dei muri, sotto la vegetazione, sotto le pietre o interrandosi in profondità. La pericolosità delle zecche, non solo per i cani ed i gatti ma anche per l’uomo, è essenzialmente legata a reazioni irritativo/allergiche nel punto in cui si attaccano (il morso della zecca spesso passa inosservato perché è indolore e non pruriginoso) ma soprattutto alla loro potenziale capacità di trasmettere malattie gravi ed anche letali. Se si vuole rimuovere la zecca attaccata al nostro pet vanno osservate delle cautele: indossare un paio di guanti per evitare il contatto diretto delle mani con la zecca, con un’apposita pinza o con una pinzetta a punte sottili afferrare con decisone ma senza esagerare nello stringere per non rompere il rostro (becco infisso nella cute) della zecca la parte ed esercitare una trazione delicata in verticale evitando rotazioni e strappi, estratta la zecca va bruciata o gettata nel WC (non schiacciarla: la rottura della zecca dissemina le uova nell’ambiente), disinfettare il punto in cui era attaccata la zecca, levarsi i guanti e lavarsi accuratamente le mani. Se la rimozione della zecca non viene eseguita correttamente, può rimanere il rostro infisso nella cute che in genere nel giro di qualche giorno viene espulso. Nel caso in cui il rostro non viene espulso si può creare una piccola reazione locale, in questi casi va tentata la sua rimozione con la punta di un ago di siringa per insulina (siringhe da 1 ml che hanno un ago piccolo). Nei 30-40 giorni successivi alla rimozione della zecca, il cane/gatto va tenuto sotto controllo facendo attenzione alla eventuale comparsa di sintomi clinici (febbre, inappetenza, abbattimento, ecc). Non è indispensabile una terapia farmacologica dopo la rimozione della zecca.

Quanto detto va bene per una singola o per poche zecche, in caso di infestazione massiva è preferibile procedere ad un bagno medicato e/o ad un trattamento farmacologico antiparassitario. Per qualsiasi difficoltà o dubbio in merito all’infestazione/rimozione della zecca e sull’eventuale trattamento farmacologico da associare, preferibilmente prima di procedere a qualsiasi azione, può essere utile consultare il proprio Medico Veterinario. Fondamentale nella prevenzione delle infestazioni da zecche è la bonifica dell’ambiente che deve essere pulito, liberi da cataste di legna, paglia, rifiuti, residui di lavorazioni e nel caso dei giardini o boschetti devono essere ben tenuti e non incolti. Quanto detto vale anche per i soggetti protetti da periodico trattamento antiparassitario.
L’intero ciclo biologico dei PIDOCCHI si svolge sull’ospite: la femmina depone le uova (lendini) che si attaccano sul fusto del pelo. Dall’uovo esce la ninfa (adulto in miniatura) che deve fare tre mute prima di diventare pidocchio adulto atto alla riproduzione. Il ciclo completo dei pidocchi dura 2-3 settimane e la loro durata media di vita è di un mese. La trasmissione avviene tramite contatto diretto con animale infestato o indiretto (contatto tra animale non infestato con cucce, pettini, ambienti infestati, ecc).

La sopravvivenza dei pidocchi è vincolata alla loro presenza sull’ospite e non sopravvivono a lungo nell’ambiente per cui l’infestazione indiretta è meno importante di quella diretta, tuttavia va comunque tenuta presente. Le infestazioni più massive da pidocchi si hanno prevalentemente in inverno e meno nelle stagioni calde.
Da non trascura sono anche le zanzare (o meglio i flebotomi: piccole zanzare delle dimensioni di un moscerino) che pur non svolgendo un ciclo della loro vita sul cane/gatto vanno sui nostri pet per succhiare il sangue e sono veicolo di malattie anche gravi come ad esempio la LEISHMANIOSI e la FILARIOSI. Il ciclo dei flebotomi prevede che uno infetto punge il cane/gatto trasmettendogli la malattia, il cane /gatto infettato se viene punto da un flebotomo non infetto passerà il parassita al flebotomo che diventerò infettato e andrà ad infettare altri cani/gatti. In realtà il ciclo dei flebotomi è più complesso e prevede uno sviluppo del parassita sia nel flebotomo sia nel cane/gatto ma in maniera sintetica e di semplice comprensione può essere accettabile quanto detto sopra.

Fondamentale nella PREVENZIONE delle infestazioni da pulci, zecche, pidocchi e come repellente per i flebotomi è il trattamento antiparassitario periodico che va eseguito con i farmaci adeguati e per tutto l’anno, anche se con tempistiche differenti. In linea generale il trattamento antiparassitario viene consigliato ogni 35-40 giorni nei mesi freddi in cui è meno probabile l’infestazione, mentre nei mesi caldi, quelli a maggior rischio di infestazione, il trattamento va eseguito ogni 25-30 giorni.

Attualmente esistono in commercio ottimi prodotti antiparassitari sia sotto forma di spot-on (pipette che contengono liquido da disperdere sul mantello del cane/gatto), sia sotto forma di collarini, sia sotto forma di compresse da somministrare per bocca. Non esiste l’antiparassitario migliore in assoluto, la sua scelta va modulata sul tipo di rischio di infestazione a cui è maggiormente esposto il nostro pet (ad esempio il trattamento antiparassitario del cane che vive in casa è differente da quello del cane che vive in giardino ed entrambi sono diversi da quello del cane che va a caccia. Allo stesso modo il trattamento antiparassitario del gatto che vive sempre e solo in casa è differente dal quello del gatto che vive in casa ma ha la possibilità di vivere buona parte delle sue giornate fuori casa), sull’ambiente in cui vive il nostro cane/gatto, su eventuali patologie di cui soffre il nostro pet (lesioni cutanee, dermatiti di varia eziologia, ipersensibilità individuale ad una o più componenti dell’antiparassitario, ecc.).
Gli antiparassitari per cani e gatti hanno spesso composizione simile ma altrettanto spesso hanno composizione totalmente differente, per cui la loro scelta, almeno la prima volta, va fatta seguendo i consigli del proprio Medico Veterinario. Accertato l’efficacia del prodotto e l’assenza di effetti collaterali sul paziente, rimane solo da rispettare la tempistica di applicazione.
Talvolta capita che dopo mesi ed anni di utilizzo con buoni risultati di un antiparassitario, all’improvviso si evidenzia una sua inefficacia o peggio, effetti collaterali sul paziente. In questi casi va assolutamente consultato il proprio Medico Veterinario con cui andrà concordato un cambio di prodotto.

Dott. Diego Boscia

Centro Veterinario degli Ulivi

Viale Federico II di Svevia - 70023 - Gioia del Colle

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